
Cari amici,
ieri (7 luglio) il Quotidiano di Puglia ha pubblicato una intervista a firma di Attilio Palma ad un ragazzo anonimo di Ugento, il quale afferma di essere l’autore delle scritte sui muri contro Peppino Basile.
“Quelle scritte le abbiamo fatte in tre”, dice l’anonimo writers. Qualcuno per la verità parla di cinque e voci di strada dicono che tra i cinque ci sarebbe qualche familiare di un noto esponente politico ugentino.
L’anonimo graffittaro, messo sotto torchio dalla polizia per sei ore, racconta alla stampa che con Basile c’era un rapporto di amicizia nonostante l’enormità di scherzi. Scherzi davvero strani come le 30/40 telefonate al giorno fatte a Basile con squilli o minacce di morte. Scherzi come i graffiti minacciosi sulle mura del paese.
Uno strano modo di dimostrare l’amicizia. Amicizia, a detta dell’anonimo ragazzo, ricambiata persino da Peppino. Afferma l’intervistato: “Peppino ci diceva sempre che più gliene facevamo (di scritte minacciose?) e più ci voleva bene”.
Ovviamente il ragazzo chiede scusa, si pente per quanto fatto, dice anche che queste cose (scritte sui muri di minacce di morte) si fanno normalmente durante la campagna elettorale, anzi il ragazzetto le chiama bravate. Uno strano modo di fare la campagna elettorale!
Poi però lo scrittore di muri, l’amico di Peppino, di una cosa è certo e non ha dubbi: la pista politico-amministrativa non c’entra nulla e l’omicidio di Basile è un delitto passionale. Insomma ritorna il tanto atteso delitto per le “femmine”. Quel delitto passionale che tanto piace all’amministrazione ugentina e al sindaco, quel delitto passionale che servirebbe a lavare le coscienze di tutti e tirare un sospiro si sollievo. Quel delitto passionale che servirebbe anche a togliere di dosso agli amministratori locali gli occhi indiscreti e fastidiosi della magistratura.
Questa brutta storia ha un minimo comune denominatore. L’autore dei graffiti confessa di essere un iscritto ad Alleanza Nazionale, lo stesso partito guarda caso del sindaco di Ugento Eugenio Ozza, lo stesso partito che da venti anni governa Ugento.
Non sappiamo se chi ha scritto quelle frasi sui muri sia stato davvero l’autore dell’omicidio: ci auguriamo di no! Noi continuiamo a credere nell’operato della magistratura autonoma e indipendente. Siamo certi che prima o poi l’autore e il movente di questo barbaro omicidio salterà fuori, insieme alla verità.
Quei graffiti maledetti, confessati dall’anonimo scrittore, non possono trovare però giustificazione alcuna. Anzi mi auguro che così come sono state apprezzato le parole di solidarietà pronunciate subito dopo l’omicidio di Peppino dalla senatrice Adriana Poli Bortone, allo stesso modo sappia Ella pubblicamente prendere le distanze da questi suoi amici di partito e da quanto dichiarato.
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