Ricordo quell’anno 1992, avevo 25 anni e decisi allora di non delegare più nulla a nessuno. E’ l’anno di tangentopoli. L’anno della primavera palermitana. Avevo da poco aderito al Movimento “La Rete” di Leoluca Orlando per poter respirare anche in Puglia l’aria fresca dell’antimafia. Non avrei mai pensato un giorno di ritrovarmi alla Camera dei Deputati, Parlamentare dell’Italia dei Valori, e portare sulle spalle il peso della responsabilità del mio Paese. Provo grande orgoglio per questo e profondo rispetto per la Costituzione, che sento il dovere di difendere! Ero davanti alla tivù quando nel 1992 le edizioni straordinarie dei telegiornali annunciavano le stragi di Palermo, prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino. Oscar Luigi Scalfaro si insediò al Quirinale, eletto Presidente della Repubblica, all’indomani della strage di Capaci. E’ ancora nei miei occhi l’indignazione popolare di Palermo durante i funerali di Paolo Borsellino e lo sguardo del Presidente Scalfaro tra la folla inviperita, protetto dal capo della Polizia Vincenzo Parisi. Mi resterà del Presidente Scalfaro quel “non ci sto”, come fosse ancora un Partigiano a difesa della democrazia repubblicana e della Costituzione. Quel “non ci sto” che pronunciò tante altre volte a difesa del Parlamento. Lo ricorderò per il “non ci sto” alla guerra e per aver difeso sempre l’art. 11 della nostra carta, l’articolo più bello della Costituzione. Il Presidente Scalfaro ci lascia una grande lezione e invita tutti noi a pronunciare “noi non ci stiamo” alla mafia, alla corruzione, alla guerra. Noi non ci stiamo a rinunciare alla Carta Costituzionale.
Il Presidente del Consiglio Mario Monti, appena insediato al governo, garantì che entro 30 giorni i suoi ministri avrebbero rimosso i doppi incarichi e reso pubblici i redditi. Di giorni ne sono passati 60! Ma i redditi dei Ministri restano segreti ai cittadini né sono stati rimossi doppi incarichi e conflitti d’interesse. L’unico ad essere rimosso è stato invece il sottosegretario Malinconico, il quale si faceva pagare le vacanze da uno della cricca Grandi Eventi, Francesco Piscicelli. Si è dimesso per l’ignominia! Oggi scopriamo che dopo 60 giorni i Ministri all’Ambiente, Corrado Clini, e all’Università e Istruzione, Francesco Profumo, non hanno ancora rinunciato ai loro doppi incarichi incompatibili per la legge 215/2004. I due Ministri attendono che l’oracolo dell’Antitrust si pronunci. Per il momento hanno congelato i loro incarichi. Ovvero mantengono le Presidenze degli enti controllati, ma hanno delegato ai vicepresidenti. Un giochetto! Tuttavia il problema non è l’autosospensione e il congelamento dell’incarico. Il problema è di trasparenza. Può un Ministro dell’Università, tra l’altro rettore del Politecnico di Torino, mantenere la carica di Presidente del CNR organo controllato dallo stesso Ministero di cui oggi è titolare? Cioè il Ministro Profumo, nominato Presidente del CNR dalla Gelmini, dovrà andare nella sua stanza guardarsi allo specchio e consegnarsi la lettera di dimissioni. Quindi sempre guardandosi allo specchio nominare uno di sua fiducia. Un cortocircuito! Il ministro Clini invece, che è anche Direttore Generale del Ministero, è contemporaneamente Presidente dell’Area Science Park di Trieste. Incarico che non potrebbe avere. Tuttavia il Ministro Clini ha candidamente affermato che lui da lì non si dimette e resta in attesa che l’oracolo Antitrust pronunci la sua sentenza, come se questi fosse superiore alla legge. Il Governo Monti nasce dal fallimento della politica che è stata travolta dalla questione morale e dai conflitti d’interesse, dove il bene comune è stato sottomesso all’interesse privato. Non rimuovere queste situazioni imbarazzanti significa che la questione morale nel nostro paese è così radicata da coinvolgere anche i tecnocrati al governo, i quali altro non sono però che il frutto di questo ventennio berlusconiano.
Il governo ha ritirato dal decreto legge sulla semplificazione, dopo la protesta di professori e studenti universitari, l’art. 9 riguardante l’abolizione del valore legale della laurea. Il tentativo però è solo rinviato e la discussione è aperta. Secondo le intenzioni del governo infatti la laurea e il voto di laurea non avranno più valore legale nella partecipazione ai concorsi pubblici, cioè non faranno più punteggio. Quindi un 100/110 avrà lo stesso valore di un 110/110 e lode e una laurea in economia e commercio sarà come una laurea telematica. In questo modo non avrà più valore la laurea, ma l’Ateneo in cui ti sei laureato. Chi giudica se un Ateneo è buono o cattivo? E’ l’ANVUR, Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca, un organo del Ministero che valuterà gli atenei di tutta Italia per l’accreditamento attraverso criteri quali la stabilità finanziaria. Cioè un Ateneo può essere accreditato, se ha i conti in ordine! Considerato però che la Gelmini ha tagliato 1,5mld di euro al Fondo di Finanziamento Ordinario, le Università pubbliche sono quasi tutte alla canna del gas tranne la Bocconi e la Luiss, che però pubbliche non sono. E’ un modo quello del governo di selezionare una pubblica amministrazione proveniente esclusivamente da Università private e per pochi eletti. Insomma dopo i tecnici della Bocconi al governo, avremo i tecnici della Bocconi anche ai vertici delle pubbliche amministrazioni.
Lo chiamano milleproroghe, in realtà si tratta della famosa legge mancia. E’ un appuntamento fisso. Cambiano i governi ma non cambia il milleproroghe. Il decreto legge in questione serve a prorogare norme laddove non si è portato a termine un obiettivo. Si proroga in attesa di… Vi sono proroghe ormai decennali che ritrovi ogni anno. Un appuntamento che però puntualmente si trasforma nell’assalto alla diligenza per la conquista del finanziamento da sventolare sul territorio per qualche parroco o associazione, per qualche opera pubblica inutile o benemerenza. Nelle Commissioni congiunte I e V, dove il provvedimento è stato esaminato, si assiste a un vero mercato delle vacche. Togli questo e metti quest’altro, inserisci il mio e togli il tuo, se mi dai una mano per questo emendamento io ti do una mano per il tuo! E questo è avvenuto fuori dagli schemi politici tradizionali. Ognun per sé e Dio per tutti! Vediamo allora quali sono i provvedimenti approvati nel milleproroghe che presto arriverà in aula: 500.000 euro per Pietralcina presi dal fondo straordinario per le urgenze, finanziamento che avrebbe dovuto terminare nel 2009 ma che sistematicamente viene prorogato; 2mln di euro per il CONI presi dallo stesso fondo per le urgenze; la vergognosa sanatoria delle multe sui manifesti abusivi delle campagne elettorali; 300.000 euro di rimborsi elettorali in occasione delle regionali 2011 del Molise per quelle liste che non hanno fatto richiesta nel termine previsto; ancora la proroga del commissariamento dell’Ente Irrigazione Puglia e Lucania, un carrozzone pieno di debiti; prorogata di nove mesi infine l’applicazione della norma voluta dal governo Monti per la riduzionedei costi relativi alla rappresentanza politica, insomma i presidenti degli Enti inutili se la sono scampata ancora come se la sono scampata dalla chiusura gli Ambiti di Territoriale Ottimale, ATO. Insomma un’allegra banda della spesa pubblica. Alla faccia della sobrietà del governo e della tecnocrazia, che ripiana il debito pubblico facendolo pagare ai soliti fessi.
Sciatevenn da dò! Nel nostro dialetto significa andatevene.
Andatevene è quello che dico alle multinazionali del petrolio che vogliono fare profitti rubandoci il futuro e rubandolo ai nostri figli. Andatevene voi che nel nome del Dio denaro distruggete il nostro territorio, le nostre coste, il nostro mare, le nostre colline. Andatevene da qui. Non vi vogliamo, siete ospiti sgraditi. Perché non ci portate sviluppo ma morte, malattie, distruzione. Andatevene perché con i vostri fumi e le vostre torri ci togliete la vista dell’orizzonte, annerite i colori dell’arcobaleno e oscurate il cielo terso. Andatevene da qui perché il nostro petrolio non è nero, ma è giallo come il sole, verde come le nostre colline e azzurro come il nostro mare. Andatevene perché ieri abbiamo respinto i francesi, gli spagnoli e i turchi, oggi respingeremo anche voi colonizzatori.
Quella di oggi è la giornata più nera per il nostro paese. Cambiano i governi, ma non cambia il sistema. Quel sistema che salva i politici corrotti e collusi presenti in Parlamento. Quella politica che con i suoi comportamenti delegittima giorno per giorno le istituzioni. E' una giornata buia anche perché la Consulta ha bocciato i due referendum che avrebbero messo in moto il cambiamento attraverso la partecipazione diretta e democratica dei cittadini. Ora toccherà a questa politica e a questo Parlamento delegittimato, che ha salvato Cosentino dall'arresto, cambiare la legge elettorale. Pilatesche le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani che sul referendum ha dichiarato “Peccato. Le Camere ora agiscano” ben sapendo che le Camere non sono credibili. E su Cosentino il segretario del PD se n’è lavato le mani prendendosela con i Radicali che da sempre tengono posizioni garantiste. Preoccupa invece il doppiopesismo istituzionale del Presidente della Repubblica, che è anche Presidente del CSM, il quale alza la voce quando si attacca la Consulta ma resta in silenzio di fronte agli attacchi del Parlamento alla magistratura. A breve si tornerà in aula al Senato per votare nuovamente la richiesta di arresto ai domiciliari del senatore ex Pd Alberto Tedesco, accusato di associazione a delinquere dalla procura antimafia di Bari e coinvolto nello scandalo sanità in Puglia. Serve uno scatto d’orgoglio del Parlamento, altrimenti sarà lecito pensare che se tu salvi a me, io domani salverò anche te.
I beni culturali nel nostro paese rappresentano una miniera d’oro dismessa, senza minatori, e tra poco senza oro. Per i beni culturali il governo ha stanziato nel 2011 lo 0,19% del bilancio, il 31% in meno rispetto al 2010. Nel frattempo all’ombra dei beni culturali hanno operato cricche varie, sono stati sistemati parenti e amici, elargiti doppi e tripli incarichi. La cultura, lo spettacolo e l’arte in questi anni sono stati saccheggiati da lupi famelici. Il nuovo Ministro il prof. Lorenzo Ornaghi ha pertanto un compito delicato, liberare dalle cricche i beni culturali. Restituire l’arte e la cultura ai cittadini. Le ombre sui beni culturali però sono tante ed inquietanti, come la dismissione del patrimonio immobiliare della SIAE svenduto a 203mln di euro, mentre ne varrebbe 436mln di euro. Sarebbe il caso che il Ministro chieda con urgenza immediate spiegazioni al Direttore Generale Gaetano Blandini, da poco nominato alla guida dell’ente per i diritti d’autore. Ombre si addensano sulla nomina del CDA della Fondazione del Teatro San Carlo di Napoli, al cui interno c’è stata una spartizione politica senza precedenti. Nel CDA sono entrati il governatore della Campania Stefano Caldoro, l’indagato per camorra e presidente della provincia Luigi Cesaro, il senatore Riccardo Villari voltagabbana del Parlamento. E infine Salvo Nastasi capo di gabinetto del Ministero e responsabile dei Fondi allo Spettacolo nominato anche lui nel CDA del San Carlo di Napoli. Nastasi è allo stesso tempo controllore e controllato. Una nomina quanto meno imbarazzante, se non inopportuna. Sul restauro del Colosseo si sta per abbattere un vero temporale con l’inchiesta della magistratura e lavori affidati a trattativa privata all’imprenditore Della Valle ma fortemente svantaggiosa per lo Stato. Per riaprire la miniera d’oro dei beni culturali è necessario fare una profonda pulizia nelle stanze ministeriali liberandole da chi ha partecipato direttamente o indirettamente alle varie cricche, le quali hanno saccheggiato il denaro pubblico per interessi personali.
In tre anni e mezzo il duo Tremonti-Gelmini ha ridotto la scuola pubblica a macerie, 90.000 insegnanti tagliati, 40.000 il personale ATA mandato a casa, ridotte le aule a pollaio, finanziamenti prosciugati per 8mld di euro, scuole che oggi non possono comprarsi neppure la carta igienica per i cessi. Il nuovo Ministro dell’Istruzione, Prof. Francesco Profumo, in audizione presso la Commissione Cultura della Camera è rimasto però in silenzio, non una critica al Ministro della Distruzione Scolastica, neppure un rilievo, anzi elogi e continuità. Un’audizione deludente quella del Ministro: aria fritta e nient’altro. Discorsi di filosofia accademica e disquisizioni sui grandi sistemi, ma il presente è fatto di disperazione e rabbia. Ho portato in Commissione Cultura la voce disperata di 20 mila insegnanti esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, gli insegnanti di Scienze Primarie, privati di ogni diritto, senza dignità, insegnanti invisibili espulsi dal processo formativo. Unica colpa: essersi iscritti nel 2008, 2009 e 2010. Sono i tre anni che il Ministro Gelmini ha individuato per escluderli dalle Graduatorie ad Esaurimento. Ci sono cittadini nel nostro Stato che pur dotati di titoli e di competenza sono meno eguali di altri. L’art. 3 della Costituzione per loro non vale! Noi dell’Italia dei Valori proponiamo la riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento affinché tutti abbiano pari ed eguali opportunità. Per risanare la scuola pubblica non servono soluzioni tecniche ma scelte politiche coraggiose. Non servono annunci flop su concorsi pubblici che non si potranno fare ma serve un piano triennale di stabilizzazione di tutti i precari della scuola. Una scuola pubblica moderna, efficiente e che premia il merito ha bisogno di valorizzare le risorse economiche e umane.
(AGENPARL) - Roma, 10 dic - Al termine dell'Audizione del Ministro dell'Istruzione Prof. Francesco Profumo presso la Commissione Cultura della Camera, l'On. Pierfelice Zazzera (IDV) dichiara in una nota: "Audizione deludente, solo aria fritta e nient'altro. Noi dell'IDV chiediamo un confronto sui contenuti soluzioni concrete su tutte quelle criticità che restano irrisolte e stanno affliggendo il sistema scolastico distrutto dalle politiche dei tagli del Ministro Gelmini. Ho portato in Commissione la voce di 20mila insegnanti esclusi dalle graduatorie ad esaurimento, privati di ogni diritto, senza dignità, insegnanti invisibili espulsi dal processo formativo. Ho chiesto al Ministro come intenda risolvere con urgenza un problema che riguarda l'eguaglianza di insegnanti che sono plurilaureati e con titoli abilitanti, oggi espulsi dalle scuole. Noi dell'Italia dei Valori riteniamo che non si possa parlare di scuola nuova senza prima risanare i danni provocati dal precedente Governo, che ha smantellato il percorso formativo e ha destabilizzato la professione degli insegnanti." com/cic 101847 GEN 12
(ANSA) - ROMA, 10 GEN - L'audizione del Ministro profumo 'e' stata solo aria fritta con preoccupanti silenzi.' E' quanto afferma l'on. Pierfelice Zazzera capogruppo Idv in Commissione Cultura al termine dell'audizione del Ministro Profumo. 'Preoccupa il silenzio del Ministro Profumo sui disastri provocati nella scuola dal Ministro Gelmini. Silenzio assoluto sul maestro unico che noi dell'Idv chiediamo di abrogare ritornando al sistema modulare della scuola elementare tanto invidiato da altre nazioni europee. Cosi' come - aggiunge - neppure una parola sui precari della scuola laddove noi dell'Italia dei Valori chiediamo il rispetto della normativa comunitaria, direttiva 1999/70 CE sulla stabilizzazione degli insegnanti precari che lavorano da oltre tre anni. Serve un piano triennale di stabilizzazioni per sanare definitivamente il precariato e ripartire con un nuovo modello di scuola pubblica. Fonti ministeriali parlano - prosegue il dipietrista - di un taglio per il 2012 di altre 1.300 cattedre, i 2/3 delle quali nelle regioni a piu' alto rischio criminalita'. Come si puo' pensare di sconfiggere l'illegalita', se invece di aprire nuove scuole chiudiamo le poche che ci sono? Ho manifestato al Ministro - prosegue il dipietrista- i dubbi su un concorso annunciato con la fanfara, ma che rischia una paurosa ritirata. Un concorso riservato a una platea molto ristretta di insegnanti considerato che la riforma previdenziale con l'allungamento del pensionamento fara' uscire dalla scuola meno personale. Non ci accontentiamo di soluzioni tecniche - conclude Zazzera - per la scuola servono soluzioni politiche forti e coraggiose, serve la volonta' di investire concretamente nel futuro del paese e nei suoi giovani per garantire crescita e sviluppo reale. L'impressione e' che questo governo non lo abbia capito, esattamente come non lo ha capito il precedente'. (ANSA).